Finiti i lavori all’esterno per spostare il contatore dell’acqua siamo passati all’interno e abbiamo iniziato a mettere a soqquadro i locali del piano terra.

Così si presentavano i locali:

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Siamo partiti trattando le pareti contro l’umidità, abbiamo eliminato le perline che rivestivano la cucina e il salottino e le piastrelle del bagno. Ma…..

Ma… ad ogni piastrella tolta mi si stringeva il cuore. Ogni oggetto secondo me ha una storia, un suo fascino e parla di sè. Quelle piastrelle erano parte della casa, raccontavano i gusti di chi l’aveva costruita.

Così l’idea: “Max, non possiamo eliminare tutte le piastrelle! Cerchiamo di non romperle nel toglierle, così poi le riusiamo.”

E Max: “Prego, a te l’onore, divertiti!”

Che ideona! Ogni dieci piastrelle rotte riuscivo a salvarne una. Terribile. Lunghissimo. Frustrante.

Poi l’altra idea: dividiamo il bagno con una parete così da creare un antibagno e colleghiamo quest’ultimo con una porta al locale cucina. Perfetto! C’era solo da buttar giù la parete per creare la porta.

 

Non avevamo considerato che le pareti di questa casa hanno muri profondi mezzo metro e il sasso più piccolo pesa 40 chili!

 

Magari negli altri locali ci facciamo bastare le porte che già ci sono, eh?!